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enmigrinta (immigrato in esperanto) è un bollettino contro le discriminazioni nato nel maggio 2009. Contro tutte le discriminazioni. Quelle verso gli stranieri, certo, ma anche quelle contro le donne, i rom/sinti e gli omosessuali. Il bollettino è gratuito e fatto da volontari. E' on-line l'archivio dei numeri arretrati (da scaricare liberamente).

Puoi visitare anche il nostro canale youtube o il nostro profilo facebook.

Puoi anche contattarci scrivendo a enmigrinta@gmail.com

 

 

Torna presto a trovarci per le novità.

 

Lo staff di enmigrinta

Aggiornata la pagina "I nostri collaboratori"

Inserita la scheda della nostra nuova collaboratrice Maria Rossi nella sezione "I nostri collaboratori".

Online il numero di marzo 2016 "OPEN THE BORDERS!

Nella sezione "Archivio arretrati"

On line il sito "Noticeboarder"

On line il sito "Noticeboarder"

E' on-line il sito "Noticeboarder" (contrazione da no border "nessun confine", e notice board "bacheca"), volto a raccogliere le notizie riguardanti l'intercultura e l'immigrazione nella zona di Merano e del Burgraviato.

Ma per quello che ci riguarda più da vicino, sul sito verranno pubblicati tutti i numeri futuri di enmigrinta (sono già presenti le ultime uscite compresa quella di febbraio).

Il sito è raggiungibile all'indirizzo: www.noticeboarder.it

Lo spot 2015 di enmigrinta

Il nostro video della festa "Merano insieme 2015"

Iniziativa di "enmigrinta" in Albania

Si è svolta con successo la rassegna stampa della nostra collaboratrice Gentiana Minga a Durazzo, Albania, il 3 giugno scorso, preso il ginnasio Naim Frasheri. La scrittrice è stata invitata dalla Direzione Pedagogica Regionale di Durazzo, nel quadro delle attività strategiche contro le discriminazioni razziali, di genere, per una scuola pacifica, senza pregiudizi e le violenze. La nostra collaboratrice ha portato la sua esperienza personale con Enmigrinta, delle sue prime difficoltà come straniera ed immigrata, di come l'esperienza multiculturale abbia segnato e arricchito in modo particolare il suo focus d'attenzione sia nel campo giornalistico, cosi anche in quello letterario. Lo staff di Enmigrinta ringrazia la Direzione Pedagogica Regionale di Durazzo, la direttrice della scuola Burbuqe Meta, le rappresentanti della Direzione Pedagogica, signora Ledia Rama e Genciana Çako. Un caro saluto va alla coordinatrice Ariola Panteqi, alle psicologhe delle scuole e, sopratutto, agli studenti, che sono stati i veri protagonisti della rassegna.

Nuova sezione: i nostri collaboratori

Abbiamo aperto una nuova sezione del sito in cui, con orgoglio, possiamo presentare "I nostri collaboratori", i validissimi componenti delle nostre redazioni.

La sezione è raggiungibile sia attraverso il menu in alto che cliccando sul titolo di questo articolo.

"In questo spot, voi chi volete essere?" Video consigliato sul numero 50

La trasmissione Klangkredenz di Radio Sunshine del 22.12.2013, alla quale ha partecipato come ospite il nostro direttore Aaron Belotti

Festa della Consulta di Merano - Video del coro moldavo

Il nostro servizio sulla Festa della Consulta di Merano del 07.12.2013

La presentazione del film "Weibliche Migrantinnen als Haushaltsarbeiterinnen"

Servizio Caritas Moca - Intervista ad Andrea Cicogni

Pensare enmigrinta - n°5

Riparte il "Cinformi news". Questa la puntata dell'8 maggio.

La vita sospesa dei rifugiati della Primavera Araba

Nei miei panni: videogioco per sentirsi immigrati

Nei miei panni: videogioco per sentirsi immigrati

Lo hanno chiamato NEI MIEI PANNI  ed è il video game promosso dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) che permette, a chi gioca, di scoprire come ci si senta ad essere immigrati con pochi soldi in tasca e tanta discriminazione da affrontare.

L’idea del gioco ha diviso le opinioni, chi da un lato lo trova un input originale e tecnologico per avvicinare i giovani a tematiche come l’immigrazione, chi, dall’altro, pensa che questo rappresenti solo un nuovo passo nella strada della discriminazione.

Secondo noi, in ogni caso, può far capire certe meccaniche che, per chi è esterno, sono difficili anche solo da immaginare.

Provare per credere.

Se volete giocare, cliccate QUI.

Spot campagna "sostieni enmigrinta"

Lettera aperta di "enmigrinta" alla preside della scuola Pestalozzi, Heidi Niederkofler, che ha creato una classe segregazionista per bambini stranieri.

Lettera aperta di "enmigrinta" alla preside della scuola Pestalozzi, Heidi Niederkofler, che ha creato una classe segregazionista per bambini stranieri.

Cara preside, la sottoscritta viene da una realtà talmente complicata e talmente difficile,da un caos scolastico cosi variopinto e multiproblematico , che il vostro problemino sembrerà una goccia di sudore in un mare di lacrime. Ho fatto per diversi anni in Albania la professoressa di lingue,in classi composte di 50 bambini,io da sola,senza le insegnati di sostegno ,e vi assicuro ho fatto il massimo per non mancare di professionalità,non ho mai abbassato le mie aspettative al livello di alcuni parenti dei miei alunni, questo semplicemente perché il dovere di una Maestra non è di andare dietro ai desideri  xenofobi  o no degli adulti, poiché  oramai, quest’ultimi, sono  infettati delle realtà sempre di più deviate verso la chiusura e diffidenza. Ho cercato di fare il mio lavoro sforzandomi  di vincere sempre le mie battaglie e sa il perché? Mi è bastato il “mio telescopio” con il quale guardavo  il futuro del mio paese tramite i miei alunni. Le mie classi erano un misto delicato di bambini (della stessa nazionalità),di diverse provenienze culturali, religiose, ed economiche, ho avuto dei bambini provenienti dalle famiglie degli intellettuali e degli umili operai e contadini, dei carcerieri e degli internati. Il nostro successo è  che abbiamo scrutato  oltre le spalle degli alunni ,li abbiamo trattati come una squadra  che rappresenterà  un giorno la nostra vita. E’ incettabile che per una ragione o un  altra , l’insegnante  decida di fare la scelta più facile e banale, per di più  con una forte connotazione razzista. Io tento di non credere che la sua scelta è maturata anche solo per un piccolo residuo razzista addormentato in Lei. Lei saprà, come sappiamo tutti, che i bambini non vedono le diversità come un rischio e un  difetto, sono gli adulti male istruiti e prevenuti che le lo insegnano; i bambini hanno questa capacita innata di arricchirsi e divertirsi con la diversità. E’ compito degli adulti e soprattutto  delle istituzioni di non cambiare artificialmente il fiuto per istinto dei bambini ad arrangiarsi naturalmente con il mondo, di non far crescere artificialmente adulti non sani psicologicamente e intellettualmente. Per quanto difficile sia, ogni lavoro ha i suoi momenti grigi e neri,ma non per questo un buon medico lascia a metà un’ operazione, un buon giornalista un’ inchiesta delicata, non per questo una brava mamma toglie il seno ad un neonato affamato, e una brava maestra devia dalla sua missione. Carissima preside,io spero che lei rifletta su quanto Gibran nel suo libro “Profeta” cita sui bambini:

“ I nostri figli non sono i nostri figli…giacché le loro anime albergano nella casa di domani,che voi non potete visitare neppure in sogno, potete tentare di essere come loro,ma non renderli come voi siete!”

per enmigrinta 

Dr.ssa Gentiana Minga

La vergogna dei CIE

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